Sharing economy, cos’è e come funziona

Stiamo assistendo ad una trasformazione di abitudini; non siamo più interessati a possedere, ma ci stiamo abituando a condividere e riutilizzare; eccoci nell’era della Sharing economy. Cos’è e come funziona lo analizzeremo nel dettaglio in questo articolo.

Alla base della sharing economy, in italiano economia della condivisione, c’è sicuramente un consumo più consapevole, sostenuto e reso possibile dalle nuove tecnologie.

La condivisione di cui parliamo è composta da beni fisici (mezzi di trasporto, abbigliamento, accessori ecc), spazi (luoghi di lavoro,case, locali ecc.), prodotti digitali (film, libri, giochi, canzoni, ecc.), fino a idee, tempo, esperienza e competenze, social eating.

Modalità e forma della sharing economy

Possiamo identificare tre diverse componenti:

  1. Condivisione di beni o servizi
  2. Relazione orizzontale tra gli attori della condivisione: finanziatore, produttore e consumatore
  3. Fondamentale è l’utilizzo di una piattaforma tecnologica che permette la gestione delle comunicazione tra gli attori ma soprattutto ne promuove la credibilità basata su un sistema di recensioni che ne garantiscono la veridicità delle reputazioni digitali.

L’economia della sharing economy si presenta sotto varie forme: sharing in senso stretto, come condividere la casa o l’auto; crowding, esempio il crowdfunding e crowdsourcing; bartering, il baratto tra privati o aziende; making, inteso come il fai-da-te.

Le principali tipologie della sharing economy

Partiamo dalle più famose e diffuse come Car sharing e House sharing fino ad arrivare al Food sharing un po’ meno diffuso qui da noi in Italia.

Ma analizziamoli insieme.

Partiamo dal car o bike sharing intesi come condivisione mezzi di trasporto, nello specifico di auto o bici.

Viaggiando in modalità sharing economy

Proviamo a fare un esempio pratico, così da chiarire bene il concetto. Ipotizziamo di organizzare le vacanze in modalità “sharing” e sopratutto “economy”. Stabiliamo la meta da raggiungere, se non abbiamo le idee chiare possiamo cercare idee e suggerimenti sui siti di condivisione come GuideMeRight dove trovare idee e suggerimenti sui luoghi da visitare o sulle mete da raggiungere.

Seconda cosa fondamentale è la scelta del mezzo di trasporto, se la meta è raggiungibile in auto, perchè non prendere un’auto in sharing utilizzando il portale BlaBlaCar. E’ un’ottima occasione per condividere l’auto (la propria o quella altrui), risparmiare sul viaggio (economy) e condividere esperienze e idee con i passeggeri dell’auto (scambio culturale).

Esistono soluzioni sharing economy anche per il soggiorno, AirBnb offre numerosissime scelte di pernottamenti adatti a tutte le tasche, con la garanzia della recensione per non avere pessime sorprese al nostro arrivo.

Bene, ora siamo a destinazione, abbiamo lasciato le valigie nel nostro splendido apparatamento non ci resta che trovare un posto dove mangiare o fare un aperitivo, magari in un posticino per scoprire la cucina locale. Prenotiamo attraverso “Gnammo” dove abbiamo una proposta di “social restaurant” che ci consentiranno di scoprire la cucina locale.

Abbiamo dimenticato nulla? Il nostro amico peloso. Niente paura, la sharing economy ha pensato anche a lui. Possiamo cercare una Pet Sitter si “Petme”.

E per concludere possiamo anche cercare chi contribuisce alla spesa per le vacanze, utilizzando i portali di crowdfunding.

Questo che abbiamo ripercorso è un valido esempio per capire come la sharing economy può entrare nella nostra vita di tutti i giorni, i settori interessati sono diversi, possono toccare anche la finanza, i servizi alle famiglie o servizi tecnici.

Conclusione

I settori sono in costante crescita poiché per creare una nuova sharing economy è sufficiente una buona idea, privati o aziende che condividono beni o servizi su un portale dove incontrare altri privato o aziende che hanno la necessità del bene o servizio… e la sharing è fatta.

Cosa ne dite? L’idea a me sembra meravigliosa, vale la pena di provarla!

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